Case study · Campagna di marca · Marsala

Un colore, un territorio: Marsala Color of the Year

Nel 2015 il colore dell'anno si chiamava Marsala. Per un marchio di maglieria e colorwear era un'occasione irripetibile: non un video di moda, ma la rivendicazione di un nome.

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Fichi d'India e mare nella campagna Marsala Color of the Year per Magì Guarda il film · 3:00
Fotogramma dalla campagna Marsala Color of the Year, saline di Marsala. Durata 3:00.

Contesto e brief

Un colore che diventa posizionamento

Il colore dell'anno 2015 si chiamava Marsala. Per un marchio di maglieria e colorwear che su quel nome aveva costruito una linea, era un'occasione irripetibile: non un video di moda, ma la rivendicazione di un nome. Il film trasforma un fatto cromatico internazionale in posizionamento di marca locale.

Apre sulle saline con i cumuli di sale e i mulini, passa alle mani che lavorano il tessuto, alla designer che disegna su un tavolo corallo, e mette la modella in mezzo al territorio con i titoli che diventano parte dell'immagine: «Power - Innovation» davanti a un deposito di rottami, «Marsala the 6th Continent» davanti al mulino, «the World in Marsala» di spalle sul golfo. Chiude su una card con il tessuto in primo piano e la scritta «Marsala colorwear».

Le sfide

Un concetto astratto, location vere

I vincoli che hanno deciso il modo di girare: luce, tempo, spazio, autorizzazioni.

Un concetto astratto da rendere fisico

Un colore, da solo, non si filma: serviva un sistema di immagini che lo giustificasse — sale, lana, lamiera arrugginita — e lo ripetesse senza stancare.

Location vere, poco controllabili

Le saline sono un paesaggio con vento, luce dura e vincoli di accesso; il deposito di rottami è un set trovato, non allestito.

Titoli dentro il quadro

Le sovrimpressioni vanno progettate con l'inquadratura, non aggiunte dopo, altrimenti coprono il soggetto o sembrano un sottotitolo.

Vento e luce dura

Sulle saline la luce cambia in fretta e il vento muove tessuti e capelli: le inquadrature vanno pensate per il movimento, non contro.

La soluzione produttiva

La materia al posto della voce fuori campo

Struttura a capitoli, ognuno con una parola: il testo diventa montaggio. Il contrasto materico — sale granuloso, maglia, lamiera — sostituisce la narrazione: non c'è voce, ci sono accostamenti.

Il colore viene campionato dal luogo e riportato sull'abbigliamento, così la modella sembra uscita dal paesaggio. Le inquadrature alternano gesto artigianale e figura intera ambientata, con la macchina da presa ferma che lascia entrare il movimento del vento e delle stoffe.

Location scouting nelle salineLuce naturaleMacchina fissaTitoli in quadroColor grading materico

Il risultato

Un manifesto, non una sfilata

Un manifesto di marca di tre minuti che lega prodotto, colore e città: un oggetto che vive in showroom, in fiera e nelle presentazioni ai buyer, non solo sui social.

È il caso più replicabile del portfolio per un'azienda che ha un asset territoriale da rivendicare — un nome, un materiale, un'origine — e non sa come trasformarlo in racconto.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno prima di iniziare

Se la tua non è qui, scrivimi: rispondo con una risposta concreta, non con un preventivo automatico.

È una campagna o un progetto d'immagine?

Funziona come campagna: c'è un concept, un territorio e un prodotto che ne è la conseguenza. La differenza rispetto a uno spot è la durata: tre minuti permettono di costruire un argomento, non solo un messaggio.

Si può fare la stessa cosa con un budget più basso?

Sì, riducendo le location e i capitoli. Il costo vero di un progetto così non è la troupe: è il tempo di scrittura e di ricerca delle immagini.

Perché i titoli sono in inglese?

Il pezzo nasce per un pubblico internazionale di buyer che incontra il marchio in fiera; il resto è visivo e non richiede traduzione.

Preventivo

Hai un progetto simile?

Raccontami cosa devi produrre, dove e per quando. Ti rispondo entro 24 ore lavorative con le domande mancanti e una proposta scritta con voci separate.