Case study · Promo retail · Terrasini

Cinquantasei secondi in un negozio di quaranta metri quadri

Un atelier multimarca che deve comunicare selezione e cura in un mercato dove il prezzo è la prima leva. Senza modelle, senza voce, senza spazio.

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Abito da sposa riflesso negli specchi dell'atelier, fotogramma del video per Atelier Giambona Guarda il film · 0:56
Fotogramma dal video per Atelier Giambona, Terrasini. Durata 0:56.

Contesto e brief

Vendere selezione, non prezzo

Un atelier multimarca — abiti da sposa, cerimonia uomo e donna, accessori — in un mercato dove il prezzo è la prima leva della concorrenza. L'obiettivo non era far vedere i vestiti, ma far percepire che entrare in quel negozio è un'esperienza: la luce giusta, lo specchio, il dettaglio del pizzo.

Il film è costruito quasi interamente su dettagli: l'abito nella stanza con gli specchi, le scarpe sul tavolo specchiato, l'animazione del logo, l'abito sotto la lampada, la fila di abiti in pizzo, il manichino riflesso nella vetrina, e la chiusura sull'esterno del negozio con indirizzo, telefono e pagina Facebook.

Le sfide

Gli specchi moltiplicano tutto

I vincoli che hanno deciso il modo di girare: luce, tempo, spazio, autorizzazioni.

Spazi piccoli e riflettenti

Gli specchi moltiplicano la troupe: ogni luce in più diventa un riflesso da nascondere.

Illuminazione mista

Luce calda d'interno e luce fredda di vetrina: il bianco dell'abito può virare al giallo o all'azzurro.

Nessuna modella in scena

Senza volto, il racconto si regge su materia, luce e movimento: molto più difficile di un servizio fotografico.

Cinquantasei secondi

Ogni inquadratura deve fare un lavoro preciso: non c'è spazio per un'inquadratura di raccordo.

La soluzione produttiva

I riflessi diventano il linguaggio

I riflessi diventano il linguaggio del film invece di un problema: il manichino nella vetrina, le scarpe sullo specchio, l'abito che si sdoppia. Macro per il pizzo e le calzature, camera fissa con movimenti lentissimi su slider per non disturbare i riflessi, luce controllata per tenere il bianco neutro.

La grafica cinetica del logo è l'unico momento di movimento disegnato. Il montaggio è a still life in movimento: ogni quadro è un'immagine ferma che respira.

Macro dettaglioSlider e movimenti lentissimiLuce controllata sul biancoGrafica cineticaMontaggio a still life

Il risultato

Il negozio diventa un set

Cinquantasei secondi che funzionano come biglietto da visita: si proiettano in vetrina, si mettono in evidenza su Instagram, si mandano a una futura sposa che chiede informazioni.

Il negozio diventa un set, e questa è la competenza che conta per il retail: trasformare uno spazio di quaranta metri quadri in un'immagine di marca.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno prima di iniziare

Se la tua non è qui, scrivimi: rispondo con una risposta concreta, non con un preventivo automatico.

Si può girare in un negozio aperto?

Sì, scegliendo le ore di chiusura o le pause. In questo caso le riprese sono state fatte in negozio, con la merce in esposizione e un tempo di allestimento limitato.

Serve una modella?

Non è obbligatorio, e in un atelier spesso non è nemmeno desiderabile: senza volto lo sguardo va sul tessuto. Se il cliente vuole persone in scena, cambiano tempi e costi.

Perché un video e non solo foto?

Il video aggiunge luce in movimento e ritmo, che su un abito si vedono. Le foto restano necessarie per il catalogo: sono due lavori diversi, spesso da fare nello stesso giorno.

Preventivo

Hai un progetto simile?

Raccontami cosa devi produrre, dove e per quando. Ti rispondo entro 24 ore lavorative con le domande mancanti e una proposta scritta con voci separate.